Bioarchitettura per il Parco Alberelli

Non una riserva naturalistica, perché non è solo di bellezze del paesaggio che si parla. Né tanto meno un’oasi protetta attorno alla quale tracciare un confine. Piuttosto, l’idea di un territorio da vivere e da riscoprire seguendo il filo della storia e dell’arte, della tradizione. Questo il senso del “Parco Culturale Alberelli”, a cui da tempo sta lavorando l’Associazione R&V Territorio, nata nel 2006 a Capodarco di Fermo per promuovere il patrimonio storico e ambientale e per diffondere una maggiore sensibilità verso lo sviluppo ecocompatibile.

Sostenuto fin dall’inizio dalla Provincia di Ascoli Piceno, il progetto è tra quelli finanziabili con fondi FESR 2008-2013 (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale). L’area interessata dal piano di valorizzazione comprende Capodarco, San Marco alle Paludi, Alberelli, San Michele e San Tommaso, tutte località toccate dalla strada provinciale Alberelli che dà il nome al parco. Sentieri per passeggiate a piedi, in bicicletta o a cavallo, strutture ricreative costruite secondo i principi della bioarchitettura, recupero di fonti romane e di siti dismessi, quali la cava d’argilla in località Casciotta, da riconvertire in un suggestivo teatro all’aperto.

“Gli interventi proposti si inseriscono in maniera armonica nel contesto e lo valorizzano – spiegano gli architetti Luca Silenzi e Zoè Chantall Monterubbiano, membri di R&V, che hanno studiato i dettagli tecnici del progetto –. A monte c’è una capillare analisi del territorio, che ci ha permesso di individuare risorse naturali e storico-archeologiche da riqualificare e da mettere in rete, per una piena e corretta fruizione da parte di residenti e turisti”. Una di queste azioni è già in atto e riguarda il restauro e la ricostruzione del Convento di San Marco alle Paludi. I lavori, avviati nel settembre 2007, sono recentemente ripartiti dopo un’interruzione dovuta al rinvenimento di una cappellina absidata trecentesca, ignorata da secoli, motivo per cui è stato necessario apportare una variante al progetto.

“In realtà il parco Alberelli non ha confini – precisa Piero Luzi, presidente di R&V – e potrebbe abbracciare altre aree, estendendosi verso il mare o sul lato opposto del fiume Tenna. Le amministrazioni di Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a mare e Monte Urano, insieme a quella di Fermo, hanno già condiviso l’idea progettuale.

Nessuna sovrastruttura o “ente parco” istituzionale dunque.

Assolutamente. Non si tratta di tutelare un’area imponendo vincoli e dinieghi, quanto di proporre un modello di sviluppo capace di conciliare crescita economica, qualità della vita e valorizzazione del territorio. E per territorio intendo sia il luogo fisico che la memoria storica, le tradizioni e i saperi lasciati nel tempo da chi lo ha abitato.

In che modo si può creare una sintesi tra questi obiettivi?

Anzitutto ragionando su un disegno unitario e non su singoli interventi, in modo da favorire uno sviluppo diffuso ed organico. E perché sia anche sostenibile, bisogna cercare di creare benessere collettivo senza compromettere l’equilibrio ambientale e sociale per le generazioni future. Come associazione auspichiamo di poter lavorare con tutti i soggetti interessati, dalle autorità pubbliche ai cittadini, per individuare le migliori strategie di sviluppo.

Quali opportunità di crescita per l’area?

Il “sistema” parco può sollecitare l’economia locale, dando impulso alle realtà produttive e richiedendo nuove professionalità, penso ad esempio a guide naturalistiche e ad animatori per attività con le scuole. Naturalmente c’è anche una potenzialità turistica: riqualificare e migliorare la capacità di accoglienza dei luoghi, creare attrattive compatibili con il paesaggio, significa anche stimolare il turismo. In questo senso rappresenta un’opportunità importante per la nuova provincia di Fermo. 

 

 

Alessiani Alessandra

Bioarchitettura per il Parco Alberelliultima modifica: 2009-03-05T22:26:45+00:00da admin
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